Delle abitudini alimentari degli Etruschi non abbiamo documenti storici scritti ma fonti alternative che ci hanno fatto conoscere le tradizioni culinarie del popolo dell’alto Lazio. Archeologi e antropologi sono riusciti a ricostruire le abitudini a tavola degli Etruschi grazie alle pitture parietali e ai corredi funebri trovati nelle necropoli.
L’ Etruria laziale è il territorio che oggi corrisponde all’alto Lazio, ovvero all’area che si estende dalla cittadina di Cerveteri passando per Tarquinia fino ai confini con la bassa Toscana.
L’ ingrediente base dell’alimentazione etrusca era la farina di farro, un tipo di cereale facilmente coltivabile in quel territorio. Insieme ai cereali la cucina etrusca era ricca di legumi: fave, lenticchie e ceci. Le portate etrusche consistevano in zuppe, focacce e bollite con acqua e latte.
Oltre ai legumi e cereali alimenti più calorici erano la carne di pecora, il cinghiale, la carne di mucca e tutta la selvaggina che veniva cacciata. Non mancava nella tavola etrasca l’abitudine a bere il vino durante i pasti.
Una pittura importante e fondamentale per le descrizioni degli usi e costumi a tavola è il dipinto che si trova nella tomba Golini ad Orvieto. Qui sono raffigurati la fasi di preparazione di un banchetto, di tutte le cibarie e del vino. Il vino veniva preparato mischiandolo a tre quarti di acqua in un grande contenitore chiamato cratere e poi versato nell famose brocche etrusche.
Durante i banchetti e nella vita quotidiana si consumava molta frutta come mele, nocciole, melagrane, fichi e per rendere i cibi più dolci si utilizzava il miele.
E’ facile intuire che le abitudine etrusche si sono tramandate nei secoli e che molte delle pietanze che facevano parte della loro dieta, sono oggi prodotti tipici locali dell’Etruria.
Lo staff di R2M