Archive for marzo, 2010

Mortlach 70 yo – In vendita il whisky più vecchio del mondo


2010
03.22

La Gordon and MacPhail, celebre selezionatrice di whisky, ha messo in vendita a oltre 11.000 euro a bottiglia, il più vecchio whisky del mondo. Il tutto presentato con banda e cornamuse in evento unico presso il castello di Edimburgo.

La tiratura limitatissima di questo prezioso whisky è di 54 bottiglie, mentre in seguito verranno commercializzate circa 160 bottiglie più piccole al costo di 2000 sterline l’una.

Dalla terra del Sol Levante: i whisky Nikka


2010
03.22

I whisky Nikka sono i primi whisky fuori dalla Scozia a vincere un premio importante. I produttori giapponesi si sono aggiudicati nel 2009 il primo premio al World Whisky Awards Contest.

In particolare lo Yoichi è stato apprezzato molto dalla giuria che si è espressa giudicando questo whisky come “uno straordinario mix di fumo e dolce ribes nero”.

R2M vi propone una selezione di whisky Nikka per diffondere il whisky giapponese e per invitare gli estimatori del distillato a provare un prodotto nuovo e di qualità!

Lo Staff di R2M

Cocktail della settimana: Black Beauty


2010
03.22

Ingredienti:
1 ½ oz Gogling’s Black Seal Rum
2-3 oz. Soda
1 cucchiaino di Angostura bitter
2-3 More mature
Succo di mezzo lime
1 zolletta di zucchero

Frullare le more, la zolletta di zucchero, il bitter e il succo di lime. Aggiungere il Gosling Black Seal Rum  e shakerare con ghiaccio. Versare in un bicchiere pieno di ghiaccio e completare con soda a piacere.

BlackBeauty

Le donne nuove pioniere del vino online


2010
03.19

vino_donneSecondo una ricerca realizzata da Winenews e Vinitaly su quasi 2000 utilizzatori di internet amanti del web e del vino, circa il 73% delle donne cerca sul web le informazioni utili sulla scelta dei vini, per la degustazione e per l’abbinamento con gli alimenti. Oggetto della ricerca è stato il rapporto fra donne e il mondo del vino, ed il risultato non fa che confermar che l’universo femminile è sempre più interessato al vino e all’enologia.
Dai dati del sondaggio si evince che il 74% delle donne afferma di aver frequentato corsi di degustazione, il 49% ha affermato di acquistare guide e riviste sul vino, ma è il dato sul web che mostra come l’enologia stia diventando una realtà sempre più familiare, tanto che portali e siti specializzati sui vini sono consultati quotidianamente. Infatti, è il 73% del campione femminile a utilizzare internet per arricchire le proprie conoscenze e imparare quale vino si accosti meglio ad un piatto di carne, di pesce o ad un primo.
A completare il quadro del target preso in esame, il 26% consulta ogni tanto portali di enologia e l’1% soltanto non fa mai ricerche online.

Il Ponte dei Sapori – 27/28 Marzo


2010
03.19

l prodotto tipico è servito! A tavola lungo “Il Ponte dei Sapori”.
Le brumose terre della Bassa parmense sono custodi ancora di preziose tradizioni che si tramandano da generazioni e, proprio sulle rive del fiume Taro, si conservano meticolosamente ricette di prodotti come il Fiocchetto, la Spalla e il Parmigiano Reggiano. Trecasali, San Secondo e Fontevivo, tipici paesi guareschiani, sono la culla di queste e altre prelibatezze che si potranno gustare durante la staffetta culinaria “Ponte dei Sapori”: seguendo per tre fine settimana il corso del fiume, attraversando lo storico ponte Maria Luigia, si potranno gustare le specialità enogastromiche del territorio che sapranno deliziare anche i palati più esigenti.

I tre Comuni si sono uniti nel segno dell’identità e del genius loci per celebrare matrimoni di sapori, aggiungendo anche la riscoperta degli antichi mestieri contadini, il folclore di queste zone e numerosi eventi: dimostrazioni di creazioni di zucchero, decorazioni di alta pasticceria, l’arte della panificazione, mostre-mercato e mercatini biologici con stand da tutte le regioni d’Italia, visite guidate a castelli e caseifici, musica, presentazioni di ricettari, cortei e molto altro.

Trecasali, San Secondo e Fontevivo vi aspettano con i loro prodotti genuini: Parmigiano Reggiano, Culatello, Fiocchetto, Violino, Fortanina, Spalla Cotta, Bue, Zucchero e Pane. Qui la gola sarà soddisfatta e il passo sarà lieto incamminandovi lungo il “Ponte dei Sapori” immersi nel fascino della campagna

La cucina dell’antica Roma


2010
03.18

Per capire meglio le nostre abitudini alimentari e scavare nelle nostre radici gastronomiche, è doveroso far riferimento alle abitudini alimentari e culinarie dell’Antica Roma.

I reperti antropologici ritrovati con gli scavi, hanno permesso di ricostruire la dieta degli antichi romani. Dai resti ossei e sopratutto dall’apparato dentario antropologi e medici possono ricavare tantissime informazioni utili per ricostruire le usanze del popolo dell’Antica Roma. Infatti dalla dentatura si può capire la stato di nutrizione o di denutrizione degli individui e si possono immaginare i cibi che venivano consumati e di conseguenza le abitudini a tavola.

Gli Antichi Romani consumavano tre pasti nell’intera giornata: jentaculum, prandium e coena.

Il primo pasto il jentaculum corrisponde alla nostra prima colazione, che all’epoca romana era caratterizzata da pane, formaggio, latte, miele e frutta secca.

Il pranzo veniva consumato molto rapidamente sopratutto da chi lavorava ed era impegnato nel foro romano; presso le famiglie patrizie invece la coena iniziava nel tardo pomeriggio e si poteva protrarre fino al giorno dopo. I banchetti e il gozzovigliare degli antichi romani è pratica conosciuta in tutto il mondo.

I principali alimenti dei romani erano radici, cipolle, cavoli, lattuga, porri, fave, ceci, sesamo e cereali. Per la plebe la dieta era ovviamente più povera. Il pesce secco e la carne erano consumte solo dalle famiglie ricche.

Quello che non mancava mai, anche nelle osterie popolane era il vino, mischiato all’acqua bollente e servito sulle tavole. Nei banchetti patrizi il vino scorreva a fiumi!

I romani amavano le spezie, il pepe e le erbe aromatiche e una salsa chiamata garum ricavata da un pesce fermentato che mettevano dappertutto!

Trovate delle similarità con la nostra tavola?

Lo staff di R2m

Arrosto di vitello in crosta


2010
03.18
arrosto in crosta con patate al forno

Ricetta arrosto in crosta

Vi è mai capitato di mangiare un piatto con gli occhi solo perchè si presenta in un modo originale e creativo?

Bhè è sicuramente il caso dell’arrosto di vitello in crosta! Questo secondo non deve scoraggiare i cuochi meno esperti, perchè la preparazione non è così lontana da un arrosto semplice.

R2m vi consiglia questa ricetta cercando di descriverne la preparazione in modo sintetico e semplice.

Ingrendienti:

- un pezzo di arrosto di vitello (la quantità dipende dal numero di persone che gusterà la cena);

- burro, olio, rosmarino, salvia, sale, pepe e un rotolo di pasta brisé;

- un mezzo bicchiere di brandy.

Mettere in una padella burro, olio, rosmarino e salvia e quando è caldo mettere il vitello, lasciarlo rosolare da tutti i lati aggiungendo il brandy. Lasciare cuocere a fuoco lento. Quando il vitello è abbstanza cotto (dipende dai gusti), mettere la pasta brisè in una teglia da forno, porre sopra il vitello e richiudere i lati della sfoglia sopra la carne. Per dare un tocco potete anche spennellare il tutto con un tuorlo d’uovo. Infornate per circa 45minuti a temperatura moderata (a seconda del vostro forno!),.

Servire su un piatto di portata accompagnato da delle patate arrosto con una spolverata di pepe.

Da non dimenticare il vino, per questo piatto vi suggeriamo un vino rosso, come per esempio un buon Valpolicella doc!

Buon appetito!

Lo staff di R2m

I risultati dell’Ultimate Spirits Challenge 2010


2010
03.17

Ultima Beverage Challenge

Si è conclusa il 3 Marzo all’Astor Center a New York l’edizione 2010 dell’Ultimate Spirits Challenge.

Sezione Rum, Cachaca e distillati a base di zucchero di canna:
Chairman’s Trophy Winner
Mount Gay 1703 Old Cask Selection Rum (Barbados); 43% alc
Semifinalisti
Zafra 21 yr old Rum (Panama); 40% alc
J. Wray & Nephew White Overproof Rum (Jamaica); 63% alc
Bacardi 8 yr old Rum (Puerto Rico); 40% alc

Sezione Scotch Whisky:
Chairman’s Trophy Winner
The Macallan Fine Oak 21 yr old Single Malt Scotch Whisky (Scotland); 43%
Semifinalisti
Johnnie Walker Gold Label Blended Scotch Whisky (Scotland); 40%
Royal Salute 21 yr old Blended Scotch Whisky (Scotland); 40%
Glenmorangie Signet Single Malt Scotch Whisky (Scotland); 46%

Sezione Irish Whiskey:
Chairman’s Trophy Winner
Midleton Very Rare 2008 Irish Whiskey (Ireland); 40%
Semifinalisti
Connemara Old Peated Single Malt 12 yr old Irish Whiskey (Ireland); 40%
Bushmills 1608 Irish Whiskey (Ireland); 46%
Redbreast Pure Pot Still 12 yr old Irish Whiskey (Ireland); 40%

Concorso Nazionale Ercole Olivario 2010


2010
03.17

Ercole OlivarioIl Concorso Ercole Olivario è nato nel 1993 da  una riflessione avviata dal sistema camerale con i principali operatori del settore olivicolo con lo scopo di creare un momento di valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, un prodotto che nel panorama della produzione agroalimentare del nostro Paese riveste un ruolo basilare sia da un punto di vista economico che culturale: la coltivazione dell’olivo infatti è al tempo stesso un elemento caratteristico del paesaggio italiano ed un prodotto tipico per eccellenza.

Nella sua attenzione verso il concetto di qualità, il Concorso non poteva non recepire le istanze provenienti dalla politica agricola attuata dall’Unione Europea in materia di valorizzazione delle produzioni tipiche del settore agroalimentare.

Questa politica assume una connotazione del tutto particolare, per un Paese, come l’Italia, che nella promozione delle produzioni tipiche rinviene un importante fattore di sviluppo dell’intero sistema produttivo.  Per questo motivo, il Concorso Ercole Olivario ha aperto l’ambito di partecipazione agli oli a denominazione di origine protetta, creando un’apposita sezione di competizione ad essi destinata. In prospettiva, con la completa implementazione dei sistemi di certificazione, l’Ercole Olivario si trasformerà in un Concorso destinato esclusivamente agli oli a denominazione di origine.

Tale ruolo di centralità nasce dalla convinzione del Comitato di coordinamento della necessità di valorizzare gli oli a denominazione di origine protetta  nel duplice intento di consentire ai produttori italiani di operare in un contesto altamente competitivo a livello europeo e di offrire ai consumatori garanzie di tutela attraverso una diversificazione sempre più ampia dell’offerta di prodotti alimentari.

Il Cesanese del Piglio entra a far parte delle Docg


2010
03.16

Il Cesanese del Piglio vino rosso della ciociaria sta per entrare a far parte ufficialmente del mondo delle Docg.

Per festeggiare questo evento da giovedi prossimo 18marzo a domenica 21 marzo nella cittadina papale di Anagni avrà luogo una manifestazione enogastronomica intitolata “Rosso cesanese” organizzata dal Comune di Anagni, l’Aspin (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone), il Consorzio Tutela del Vino Cesanese del Piglio e l’Associazione per la Gestione della Strada del Vino Cesanese.

Il cesanese vine prodotto principalmente in cinque comuni: Piglio, Serrone, Acuto, Paliano e Anagni. Il rosso cesanese un vino secco e deciso, tanto amato dalla popolazione locale, accompagna bene in autunno le castagne arrosto e tutto l’anno diverse tipologie di carne, sopratutto il maiale.

Appartenere alla categoria dei vini Docg significa ribadire la qualità del Cesanese; infatti l’acronimo docg sta per “denominazione di origine controllata e garantita”, una certificazione in più che tutela consumatori e produttori.

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