Da dove viene la granita siciliana?
Ai tempi degli antichi romani le famiglie pratizie usavano conservare in appositi contenitori chiamati ” case neviere” la neve dell’Etna durante l’estate per preparare gelati e sorbetti (o almeno qualcosa di similare!).
Chiaramente parliamo di una granita rudimentale, infatti la neve veniva condita con aromi e spezie e mangiata prima che si sciogliesse! Anche durante gli scavi archeologici a Pompei sono stati ritrovati dei contenitori chiamati thermopolia che servivano proprio per conservare cibi e ghiaccio.
L’arte della granita e la sua preparazione sono state migliorate e sviluppate durante il periodo della dominazione araba e grazie proprio agli arabi, questo prodotto tipico siciliano è stato diffuso ed ha acquistato le sembianze della granita siciliana moderna.
I gusti della granita sono illimitati e basta un po’ di fantasia per trovarne nuovi. Le più gustose rimangono senza dubbio la granita alla mandorla o al gelsi, alimenti tipici siciliani. La granita a differenza della grattachecca romana rimane molto più densa e cremosa, il ghiaccio è completamente tritato e non spezzettato.
La qualità dei prodotti siciliani è conosciuta in tutto il mondo e specialmente i dolci e le granite hanno un ruolo importante nella diffusione delle prelibatezze siciliane!
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