L’acquavite: le origini della grappa italiana

2011
08.11
Acquavite e grappa

le origini della grappa: l'acquavite

Come si preparava l’acquavite.

La prima cosa da fare era assicurarsi la “tecnologia” giusta per produrre l’acquavite. Si costruiva un distillatore con due recipienti, uno dei due veniva riempito di vino e posto sul fuoco. Il forte calore provocava la formazione di vapore nel recipiente rimasto vuoto, nel quale veniva posta un serpentina che passava in mezzo all’acqua. Questa posizione permetteva al vapore di condensarsi sotto forma liquida, nella bevanda che oggi chiamiamo Acquavite. La serpentina portava ad un recipiente,  che raccoglievagoccia dopo goccia la preziosa bevanda.

Da 10 litri di vino si riusciva a ricavare circa un litro di acquavite in un’oretta di lavorazione. In passato produrre alcolici in casa non era un’attività che seguiva regole precise, in termini di accorgimenti alimentari e di igiene. Si usavano strumenti casalinghi di fortuna spesso alambicchi di rame.

L’acquavite non serviva solo come digestivo ma anche come disinfettante, per prevenire la malaria e le infreddature.

Oggi i metodi di distillazione si sono raffinati e da una produzione familiare e quotidiana si è passati ad una produzione industriale. Le varietà di grappa sono tantissime, dal Nord al sud Italia continua essere una specialità tipica del nostro paese.

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